martedì 9 novembre 2010

Ugo Fosolo - Notturno



Quando la terra è d'ombre ricoverta
e soffia il vento e in su le arene streme,
l'onda va e vien
che mormorando geme.

Appar la luna 
tra le nubi incerta.

Torno dove la spiaggia è più deserta
solingo a ragionar con la mia speme.

Mio cor che sanguinando geme
ad or ad or palpo la piaga aperta.

Lasso me stesso,
in me più non discerno.

e languono i miei dì
 come viola nascente 

ch'abbia tempestata i 'lverno
che va lungi da me 

colui che sola far potea
sul mio labbro il riso eterno;
Luce degli occhi miei
chi mi ti invola?

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