martedì 5 giugno 2018

Giosuè Carducci - Il comune rustico






O che tra faggi e abeti erma su i campi

smeraldini la fredda orma si stampi

al sole del mattin puro e leggero,


o che foscheggi immobile nel giorno

morente su le sparse ville intorno

a la chiesa che prega o al cimitero.


Sotto la pioggia, tra la caligne

torno ora, e ad esse vorrei confondermi;

barcollo com'ebbro, e mi tocco,

non anch'io fossi dunque un fantasma.


Oh qual caduta di foglie, gelida,

continua, muta, greve, su l'anima!

Io credo che solo, che eterno,

che per tutto nel mondo è Novembre.


Meglio a chi'l senso samrrì de l'essere

meglio quest'ombra, questa caligine:

io voglio io voglio adagiarmi

in un tedio che duri infinito.




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lunedì 28 maggio 2018

Giosuè Carducci - Di notte


Pur ne l'ombra de' tuoi lati velami

gli umani tedi, o notte, ed i miei bassi

crucci ravvolgi e sperdi: a te mi chiami,

e con te sola il mio cuor solo stassi.


Di quai d'ozio promesse adempi e sbrami

gl'irrequieti miei spiriti lassi?

E qual doni potenza a i pensier grami

onde a l'eterno o al nulla errando vassi?


O diva notte, io non so già che sia

questo pensoso e presago diletto

ove l'ire e i dolor l'anima oblia:


Ma posa io trovo in te, qual pargoletto

che singhiozza e s'addorme de la pia

ava abbrunata su l'antico petto.


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mercoledì 23 maggio 2018

martedì 15 maggio 2018

Giovanni Camerana - Cerco la strofa






Cerco la strofa che sia fosca e queta

come il lago incassato entro la neve;

ier vidi il lago, ed era il cielo greve,

tetra la sponda e bianca la pineta.

Cerco la strofa che sia cupa e queta.


L'acqua pareva d'ombra, e rifletteva

gli spetri capovolti delle piante.

Tutto era spetro; delle cose sante

l'alito per la triste aura fremea.

Cerco la santa strofa e l'alta idea.


Cerco la vaga strofa indefinita

come una lenta linea di montagna

quando incombe la nebbia, e la campagna

piange dell'anno la fuggente vita;

cerco la strofa grigia, indefinita,


la indefinita strofa orizzontale,

in cui si volga con cadenza blanda,

come sui mesti orizzonti, in Olanda,

dei pensosi mulini a vento l'ale,

il fascinante sogno sepolcrale.


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martedì 8 maggio 2018

Arrigo Boito - Il Libro Dei Versi - Scritto sull'ultima pagina






Mia madre un di mi diede un libro bianco,

ogni pagina aveva l'aureola d'or;

Vergin di penna egli era, ed io pur anco

               Vergin d'error.


Passaron gli anni, i mali e la ventura.

Vissi, lottai col corpo e col pensier.

Oggi l'anima mia s'è fatta scura,

               e il libro ner.       


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