mercoledì 23 maggio 2018

martedì 15 maggio 2018

Giovanni Camerana - Cerco la strofa






Cerco la strofa che sia fosca e queta

come il lago incassato entro la neve;

ier vidi il lago, ed era il cielo greve,

tetra la sponda e bianca la pineta.

Cerco la strofa che sia cupa e queta.


L'acqua pareva d'ombra, e rifletteva

gli spetri capovolti delle piante.

Tutto era spetro; delle cose sante

l'alito per la triste aura fremea.

Cerco la santa strofa e l'alta idea.


Cerco la vaga strofa indefinita

come una lenta linea di montagna

quando incombe la nebbia, e la campagna

piange dell'anno la fuggente vita;

cerco la strofa grigia, indefinita,


la indefinita strofa orizzontale,

in cui si volga con cadenza blanda,

come sui mesti orizzonti, in Olanda,

dei pensosi mulini a vento l'ale,

il fascinante sogno sepolcrale.


L'audio è disponibile su spreaker:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./giovanni-camerana-cerco-la-strofa

martedì 8 maggio 2018

Arrigo Boito - Il Libro Dei Versi - Scritto sull'ultima pagina






Mia madre un di mi diede un libro bianco,

ogni pagina aveva l'aureola d'or;

Vergin di penna egli era, ed io pur anco

               Vergin d'error.


Passaron gli anni, i mali e la ventura.

Vissi, lottai col corpo e col pensier.

Oggi l'anima mia s'è fatta scura,

               e il libro ner.       


Audio disponibile su spreaker:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./arrigo-boito-scritto-sullultima-pagina

martedì 17 aprile 2018

Arrigo Boito - Madrigale






Arte nata da un raggio e da un veleno,

su questo segno della tua potenza
  
                mi s rivela appieno

                la tua duplice essenza.


O arcane curve, ombre soavi, tocchi

luminosi, divine orme d'amore!

                Sento il raggio negli occhi,

                e il veleno nel core.


L'audio è disponibile su spreaker:

 https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./arrigo-boito-madrigale

Buon ascolto!

martedì 27 marzo 2018

Emilio Praga – Penombre - Mezzanotti - Ottobre



Un lenzuolo di nebbia avvolge il cielo,

e la pioggia minuta e lenta cade;

Le colline lontane han messo il velo,

e di fango si coprono le strade.


Piangono come vedove le biade,

e l'elegia, battendo stelo a stelo,

addormenta le selve e i nidi invade,

i nidi pieni di piume e di gelo.


Che narrano le gocce ai bruchi erranti?

Alle bucce che dice il vento fioco?

Oh nelle tombe scheletri grondanti,


Oh beltà, robustezze, a poco a poco

scioglientisi coll'acqua, e vegetanti!

e la gente sonnecchia intorno al foco.