giovedì 22 dicembre 2011

Aforismi degli indiani d'america


Siamo simili ai fiori. 

Viviamo e moriamo e, 

riguardo noi stessi, 

non conosciamo nulla. 

Ma c'è un Grande Mistero 

che ci insegna. 

Ci insegna come vivere. 

E quando dobbiamo morire, 

siamo pervasi 

da una grande gioia. 

Non c'è nessuna differenza

poiché, 

davanti alla morte, 

torniamo ad essere 

tutti uguali.

martedì 20 dicembre 2011

William Butler Yeats - I vecchi che si ammirano nell'acqua



Ho udito i vecchi, i vecchissimi, dire:
 
« Tutto muta,
e a uno a uno noi scompariamo »,
 
Avevano mani simili ad artigli,
e le ginocchia contorte 
come i pruni antichi
presso le acque.
 
Ho udito i vecchi, i vecchissimi, dire:
 
« Tutto ciò che è bello trascorre via
Come le acque »

giovedì 15 dicembre 2011

Arthur Rimbaud - Eternità


E' ritrovata! 
Cosa? L'eternità!
E' il mare unito
      al sole. 

Anima mia eterna, 
osserva il tuo voto
malgrado la notte sola 
e il giorno di fuoco. 

Tu ti liberi dunque
dagli umani suffragi, 
dagli slanci comuni!
Voli secondo...

 Giammai la speranza. 
     Nessun orietur. 
Scienza e sapienza,
il supplizio è sicuro. 

Non più domani, 
braci di raso, 
      il dovere 
      è il vostro ardore.

E' ritrovata! 
Cosa? L'eternità!
E' il mare unito
      al sole.

mercoledì 7 dicembre 2011

Il Silenzio - Prologo



Prologo

    In scena regna il silenzio totale.
Tutti gli attori son dietro le quinte.
Sullo sfondo appare la fotografia,
in campo lunghissimo, d'una estesa prateria,
dove al centro c'è un grande albero,
in primo piano, con qualche foglia attaccata
da un raffinato gioco divino ai lunghi rami.
    La telecamera si avvicina con lo zoom
restringendo l'inquadratura dell'albero,
fino ad inquadrare una ragnatela,
dove un ragno tesse la sua tela,
per sacrificare qualche incauto insetto.
    L'inquadratura si sposta nuovamente,
verso l'alto, facendo vedere il cielo e la luna,
leggermente coperta dalle nuvole.
    Inizia il ticchettio dell'orologio.
Dopo pochi secondi la batteria da i primi colpi
di pedale, alternando un istante di silenzio
ed un istante di suono, andando dietro
lo scorrere del tempo.
    Inizialmente i suoi colpi son forti,
in levare, poi iniziano ad essere
quasi impercettibili, cambiando di tempo,
andando contro il tempo naturale.
    A questo punto, mentre la batteria
inizia sui piatti un downtempo,
è il turno della voce narrante,
mentre il cielo sparisce
e a mezzo campo lungo vien inquadrato
un bosco dalle tetre ombre. 

lunedì 5 dicembre 2011

Il Silenzio


Voce Narrante                                                                              Il Silenzio

Il Silenzio...                                                                                 Eccomi...
Il Silenzio...                                                                                 Son qui...

- nota con flauto in vibrato  -

Ah...
Il Silenzio...                                                                                   Parla...

- nota ripetuta, ma più lunga -

Ascolta...                                                                                       Ti ascolto...
Ascolta...                                                                                        Ecco...
La sua voce...                                                                                  La voce...

- insieme flauto e batteria su piatti,
con un tempo dispari eseguono
una breve melodia -

La voce d'un popolo                                                                 Del mio popolo...
d'un popolo chiuso                                                                         di ombre...
chiuso nei suoi sogni                                                                     sognanti...
nei suoi sogni eterni...                                                                     Eterni...

- Da dietro le quinte, uno ad uno
iniziano ad uscire gli attori,
mentre sul fondo del palco c'è
un cambio di foto,
ed appaiono disegnati in chiaro scuro
cinque sagome -

Ascolta...                                                                                     Son qui...
Ascolta...                                                                                        Son pronto...
La loro voce...                                                                                   Parlami...

- Batteria e chitarra insieme
con una melodica atmosfera dai temi cupi -

La voce di un popolo...                                                       D'un popolo...
d'un popolo chiuso...                                                      D'un popolo...
chiuso nella rabbia...                                                              Libero...
una rabbia sepolta...                                                                   Nei tumuli...

- Batteria e chitarra cessano di suonare.
Entra il flauto -

Dentro una cassa...                                                                     Di terra...
...Il Silenzio...                                                                                     Io...
...Il Silenzio...                                                                             Conservo...
...Ah!Il Silenzio...                                                                            L'anima...

- Inizia a piovere -

Il dolce silenzio...                                                                          Regna...
         Senti...                                                                                 La quiete...
Il dolce silenzio...                                                                      Regna...
       Ascolta...                                                                           La calma...
 
                                                                                           Il Tempo...
                                                                                            Avvolge...
                                                                                              In Un Manto...
                                                                                               Di Velluto...

Sullo sfondo appare l'ultima fotografia.
L'albero che appare all'inizio;
Ma le foglie che vi eran attaccate,
lentamente s'adagiano a terra,
e con questo lento movimento,
come guidati da una leggiadra aria,
gli attori, cadono sul palco, dormendo.
La musica lentamente sfuma.
Si spengono le luci.

                                     
                                                       Sipario

l'audio è disponibile su soundcloud al seguente link:

http://soundcloud.com/terroristi-musicali/il-silenzio-reading-a-due-voci

giovedì 24 novembre 2011

Rilke - Sonetti a Orfeo - Lode Allo Spirito


 Lode allo spirito, che ci può legare;
perchè davvero viviamo di figure.
E a piccoli passi avanzano le ore
accanto al nostro, proprio nostro, giorno.

Senza conoscere il nostro vero posto,
agiamo per un reale rapporto.
Le antenne sentono le antenne,
e la vuota lontananza sosteneva...

Pura tensione. Oh musica delle forze!
Non sono le facili occupazioni
a stronare da te ogni turbamento?

Se il contadino cura e si affatica,
quando la semina in estate si trasforma,
non è mai abbastanza. E' la terra che dona.



Su questo link troverete l'audio:
 
http://soundcloud.com/terroristi-musicali/rilke-sonetti-ad-orfeo-lode

venerdì 18 novembre 2011

Ogni Cosa Cambierà



- Interno d’una camera da letto.
Al centro della stanza c’è una branda.
Un flauto di sottofondo.
La telecamera fa una panoramica dell’ambiente circostante
inquadrando un palazzo,soffermandosi con lo zoom
su un altalena dove ci sono dei bambini che stanno giocando.
L’inquadratura successiva torna rapidamente nel palazzo di fronte,
per poi tornare all’interno della stanza,
dove c’è un dipinto in cui viene raffigurata
una donna d’una certa classe a mezzo busto.
Zoom sul dipinto. –
  
  “Io guardo, sto guardando il mondo,
e penso, sto pensando a quello che era.
    Guardando il mondo muoversi,
aspetterò che ogni cosa cambierà.

Che ogni cosa cambierà…
    Che ogni cosa cambierà…
        Ogni cosa… Ogni cosa…

    Vedrò un’immensa luce,
mentre i vermi si ciberanno
instancabili, del mio corpo
ridotto ormai a brandelli…
  
    Io guardo, sto guardando il mondo,
e pago, ho pagato tutti i miei debiti,
    e così… sono libero… sono libero…
sono libero di volare nel cielo…

    Dove una confortevole luce
mi guida verso una zona ignota,
un luogo inesplorato, dove nessuno
v’ha mai fatto ritorno

  
        Ed ogni cosa cambierà…
    Ed ogni cosa cambierà…
        Ogni cosa… Ogni cosa…

    Io guardo, sto guardando il mondo,
 alto, alto dal cielo
    e ci sarà qualcosa di me
che resterà nei vostri cuori…

Mentre ogni cosa cambierà…
    Mentre ogni cosa cambierà…
Ogni cosa… Ogni cosa… 
cambierà..."
 
- La voce smette di parlare, mentre la telecamera si avvicina con lo zoom al ritratto.
Una persona entra infine strisciando da sotto la macchina,
mentre il flauto a mano a mano inizia a sfumare la sua malinconica melodia.
Nella telecamera lo sfondo si scurisce per qualche istante.
S’odono le finestre sbattere di colpo e la serranda abbassarsi.
Quando l’obbiettivo torna visibile c’è una breve panoramica della stanza per vedere i cambiamenti avvenuti. Si nota che oltre le finestre e la serranda chiuse,
ai quattro angoli del quadro sono apparsi quattro lumini rossi accesi
ed una figura sdraiata immobile sulla  branda. -

mercoledì 16 novembre 2011

Mistero Del Lavoro (Pregiera dell'operaio al Dio Denaro)



Dalla seconda lettera di Engels ai Corinzi

          Benedici o imprenditor codesto mio lavor.
In unione con l'azienda che dal nulla creasti
per noi umili operai disoccupati iscritti al registro.
     Offro all'Eterno capitalismo
ogni mia mano d'opera e straordinario purchè
sia causa di divina salvezza al mio fine mese.

     Mistero del lavoro
annunciamo la tua assunzione, perdente
proclamiamo il tuo licenziamento
nell'attesa della liquidazione.

     Mistero del lavoro,
veneriamo il tuo profitto, signore
ma dammi qualche soldo
ed a fine mese sarò salvato.

     Mistero del lavoro,
la tua fatica o operaio, sfruttiamo
in processioni di beneficienza
il tuo stipendio trasformiamo.

     Mistero del lavoro,
da qualche parte nel tempo
so che lavorerò e la mia attesa
sarà l'assunzione!

     Mistero del lavoro,
la tua fatica è il tuo peccato, operaio
il profitto la nostra redenzione
nell'attesa d'un'assunzione...

               ... in Cielo!

giovedì 10 novembre 2011

Rilke - Sonetti a Orfeo - Celebrare, Certo!



Celebrare, certo! Destinato a celebrare
nacque come il metallo dal silenzio
della pietra. Il suo cuore, torchio
caduco d'un vino per gli uomini infinito. 

Mai la sua voce vien meno nella polvere ,
se l'afferra il divino esempio.
tutto si fa vigna, tutto grappolo,
maturato al suo sensibile mezzogiorno.
La putredine dei re nelle tombe
non muta la celebrazione in menzogna,
nè un' ombra che dai vini discende. 

E' un messaggero che resta, a lungo
sulle soglie dei morti solleva
ancora coppe di gloriosi frutti.

venerdì 4 novembre 2011

Silenzio Notturno Infranto


Poesia onirica ambienta in città tra le 5 e le 6 di un qualsiasi giorno

 Luci lungo le strade
irradiano l'oscurità.
Poche ore ancora
per un'addormentata città.

la calma e la quiete
della vita notturna
si godono gli ultimi attimi
di sonno misto a veglia.

Luci artificiali
si dissolvono,
e il cielo si colora.

cambia la sua scura pelle
trasforma
stelle in nuvole.

la luce del giorno
timidamente
si fa spazio
negli ultimi bagliori della notte.

la città si ripopola
di lunghi serpenti
romboanti
metallici.

L'oscurità. 
L'oscurità
si dissolve.
cambie la pelle.
torna un caotico giorno.
silenzio notturno infranto.

sabato 22 ottobre 2011

La Voce Del Popolo



La voce del popolo
è una voce triste.

La voce del popolo
una voce potente.

La voce del popolo
muta immutabile.

La voce del popolo
è inascoltabile.

La voce del popolo
è sorda o strozzata.

La voce del popolo
ovunque ignorata.

Assai differente
nel regno animale
capace d’organizzarsi
ed autogestirsi.

Istinto necessario
distinguendo il bene,
distinguendo il male,
annullando false credenze:

Salvo se obbedisco;
Salvo salvo se credo;
Salvo salvo se prego;
Salvo salvo se spero.

Una buona società
libera ed in pace
può vivere senza nessuno
che la governi.
Una buona società
libera ed in pace
può vivere senza nessuno
che la governi.

Libera ed in pace…
Libera ed in pace…
senza nessuno
che la governi.

mercoledì 19 ottobre 2011

Siam quel che siamo - poesie a due voci



Siam quel che siamo
              Condannati a fuggire.
Un suono.
              Tra le ombre
Un silenzio.
              un permanente
Il nulla,
              desiderio 
che sia eterno.
              di libertà.
             
              Un permanente
Il nulla,
              desiderio 
che sia eterno.
              di libertà.

              Un permanente
Il nulla,
              desiderio 
che sia eterno.
              di libertà.

mercoledì 5 ottobre 2011

Umberto Saba - La Foglia


Io sono come quella foglia, guarda,
sul nudo ramo, che un prodigio ancora
tiene attaccata.

Negami dunque. Non ne sia rattristata
la bella età che a un'ansia ti colora,
e per me a slanci infantili s'attarda.

Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce.
Morire è nulla; perderti è difficile.

lunedì 3 ottobre 2011

La Buona Vocina



La Buona Vocina

- Voce narrante da dietro la telecamera. Inquadratura a medio campo di una stanza vuota, la stessa della scena precedente, ma questa volta il soggetto è diverso. E’ la persona sdraiata sulla branda, mentre il quadro appare in secondo piano. La telecamera, appena l’azione inizia insieme alla musica, riprenderà scrupolosamente in primissimo piano i gesti del corpo, basati esclusivamente sui movimenti delle mani e sull’espressività del volto. Come sottofondo c’è il tema principale di “Non Ho Sonno” dei Goblin -



“Sono nato di nuovo!
Sono nato di nuovo!
        Com’è tutto diverso!
        Vedo tutto per la prima
volta.
        Si. Si.
        Sono piccolo, piccolo.
        Ed allora?
        Sono piccolo! Piccolo!
        Sono piccolo! Piccolo!
        Pensa a quante cose potrei
fare…
        A quanta gente potrei
parlare…

        A come nella loro mente
potrei entrare…
        Una vocina… Una vocina…
Si…
        Come una vocina potrei
essere… o… non… essere…
        Si… Si…
Come una vocina…
Come una vocina…
… che ad un tratto rende
pazzi! Pazzi! Pazzi! Pazzi!
Si… Si…
        Come sarà interessante…
        Come potrei vendicarmi…
entrando nelle loro teste…
… potrei vedere tutto,
far fare loro
qualsiasi cosa, qualsiasi cosa
io voglia.
        Diventeranno pazzi, pazzi!
Pazzi! Pazzi!
Non mi vedranno!
Mi sentiranno… Si… Si…
Diventeranno pazzi… pazzi!
Pazzi! Pazzi!
Si! Si! - risata -
                        Diventerò…
La vostra buona vocina…
Sarò il vostro Grande Fratello
che sempre osserverà.
        Ma io non esisterò,
io non esisterò.
Io non esisterò.
Non esisterò, non esisterò! 
Non esisterò, non esisterò!
        Solo alla vostra mente
Io parlerò.
        Solo tramite lei
mi sentirete…
        Solo tramite lei
Io esisterò…
        Solo tramite lei
Io agirò…
        Solo tramite lei
Io agirò…
        Ed esisterò…
        Così la vendetta
avrà vita… 

sabato 1 ottobre 2011

In Un Ultimo Abbraccio



Chiusi gli occhi,
senza più riaprirli.
     Le lacrime scesero
lungo il viso,

         In un ultimo abbraccio,
     in un ultimo sospiro…


         E mi lasciai andare,
cullata da un dolce sonno,
mentre dolci lacrime
solcavano il mio viso,

         In un ultimo abbraccio,
     in un ultimo sospiro...

         Mi lasciai andare,
cullata da un dolce sonno
che mi custodiva eternamente
e mi lasciai andare… e mi lasciai andare…

         In un ultimo abbraccio,
     in un ultimo sospiro…

    Cullata da un dolce sonno
In un eterno riposo,
mi lasciai andare… mi lasciai andare…
         Chiusi le palpebre e la vista s’oscurò…
        
     Chiusi le palpebre...
         Chiusi le palpebre...
              e la vista
                        s'oscurò...

In un ultimo abbraccio,
in un ultimo sospiro

mercoledì 28 settembre 2011

Bertold Brecht - La Guerra Che Verrà


 Non è la prima. 
Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell'ultima
c'erano vincitori e vinti.
Fra i vinti 
la povera gente
faceva la fame. 
Fra i vincitori
faceva la fame 
la povera gente 
egualmente.

venerdì 23 settembre 2011

Sonetti Funebri: Cenere e Polvere


 Quando di me
nulla resterà,
il mio nome nel vento
si spargerà.

Fluttuerò in un sonno
senza sogni.
In un velo nero
mi avvolgerò.

Nelle nuvole o in terra
troverò la mia dimora
di cenere e polvere .

In una illusione temporale,
d’un attimo eterno
svanirò nella cenere.