lunedì 8 maggio 2017

Ludovico Ariosto - La favola della luna







Nel tempo ch'era nuovo il mondo ancora,
e che inesperta era la gente prima,
e non eran l'astuzie che sono ora;
a piè d'un alto monte, la cui cima
parea toccasse il cielo, un popol, quale
non so mostrar, vivea nella valle ima ;
che più volte osservando la ineguale
luna, or con corna or senza, or piena or scema ,
girar il cielo al corso naturale ;
e credendo poter dalla suprema
parte del monte giungervi, e vederla
come si accresca e come in sé si prema ;
 
chi con canestro, chi con sacco per la
montagna, cominciar correre in su,
ingordi tutti a gara di volerla.
 
Vedendo poi non esser giunti più
vicini a lei, cadeano a terra lassi,
bramando invan d'essere rimasti giù.
 
Quei ch'alti li vedean dai poggi bassi,
credendo che toccassero la luna,
dietro venian con frettolosi passi.
 
Questo monte è la ruota di Fortuna ,
nella cui cima il volgo ignaro pensa:
ch'ogni quiete sia, né ve n'è alcuna.


Su spreaker potete trovare l'audio: 

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./ludovico-ariosto-la-favola-della-luna 

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