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mercoledì 13 novembre 2013

Stivale parte 2


Personaggi:
 
Un vecchio di una certa età
folla che non parla
cassiere che non parla

brusii di sottofondo, non per forza comprensibili, e qualche suono di una porta automatica che si apre random.

        Il protagonista è una persona d'una certa età e di una certa classe che si aggira assieme alla folla nella stessa stanza, un po' per passare tempo, un po' nella speranza di prendere qualche cosa a buono prezzo, guardando qua e la.
Ogni tanto qualcuno accenna a salutarlo, ma spesso viene bloccato nel gesto ed allora non rimane altro che un sorriso, anche se a volte, spesso, le altre persone si girano infastidite dall'altra parte continuando a guardare altrove.
Si accorge sovente di questi saluti e ogni volta che lo evitano da una scrollata alle spalle, come se per niente lo colpisse e continua nella sua azione di ispezione delle merci.
Incuriosito da vari articoli osserva con scrupolosa attenzione la numerosa mercanzia esposta, fin quando non arriva nello scaffale riservato alle scarpe. Uno scaffale di medie dimensioni, a 4 ante, di un color nero opaco.
Analizza per bene ogni cianfrusaglia esposta ponendole ad un accurato esame, fin quando i suoi occhi non vanno a posarsi su un paio di stivali messi da parte in alto a destra.
Alla loro vista gli occhi del protagonista brillano di luce propria, dimostrando un certo interessamento all'oggetto in questione.
Lentamente entra in simbiosi con il paio di stivali ed inizia assumere una voce e dei movimenti simile a quelli di gollum.

Oh! il mio stivale!
Si! il mio stivale!
Caro, vecchio stivale!
Finalmente! Eccoti!

Si! ti ho trovato!
Oh! mi sei mancato!
Non puoi sospettare
quanto ti ho sognato!

Per quante lunghe notti
ti ho desiderato!
Quante notti insonne
per te ho passato!
Quanto tempo divisi
ci han loro tenuto!
Loro! Che ho accolto!
Loro! Ho cresciuto!

Quanto tempo trascorso!
Ma ora, finalmente,
caro vecchio stivale,
ORA SIAMO INSIEME!!!

- Parte lenta. La scena viene recitata con patos. Il protagonista ricorda i tempi migliori in cui era amato ed odiato contemporaneamente. Una lacrima scende lungo il viso, segno che è ancora umano. Ogni tanto accarezza lo stivale -

Lasciati indossare...
eravamo perfetti...
calzavi a pennello...
eravamo unica
entità... che ricordi!
Belli... emozionanti...
tutti acclamavano...
tutti ci volevano...
lascia che ti indossi...
lascia che ti indossi...
ancora e ancora...
ancora e ancora...
oh! mi calzi così bene!
Guarda! Guarda, perfetti!
Si! ancora perfetti!
Si! nonostante tutto!
Nonostante gli anni
guardati... come nuovo
come nuovo... stupendo...
splendido... lucente...

- momento di raccoglimento dove ammira gli stivali, ma facendo più attenzione si accorge delle reali condizioni dell'oggetto. -

ma... ma... ma...come... come...
oh... in che condizioni
ti ritrovo stivale!
vecchio e consumato
pieno... pieno di tagli,
cuciture ma fatte
pezzi mancanti... guarda!
Come sei ridotto!
-accortosi delle atroci condizioni in cui è stato ridotto cambia espressione ed inizia ad accarezzarlo sussurrando delle parole incomprensibili -

oh! povero stivale...
nessuno è capace...
nessuno è in grado
di portarti... tranne me!
Oh povero stivale...
malmesso... consumato...
vieni... vieni... lascia che
che trovi una cura...

si... del grasso di foca
ridonerà splendore
e tornerai brillante...

- con decisione -
 
ti porto via... con me!
Sarai pronto ancora
a camminare con me...
tra la gente pensante
tra la folla pagante
così vedranno come
sei stato ritrovato...
vieni... ti porto via...
caro vecchio stivale.

Detto ciò lo prende a se tenendolo forte tra le sue braccia raggrinzite. si dirige verso la cassa e lo paga. 
Poi se ne va, uscendo di scena.

sipario


sabato 18 maggio 2013

Monotono





Questo testo parla della situazione politica italiana dopo le elezioni del 2012. Ho creato questo testo pensando ai due colori dei principali partiti politici e l'ho immaginato come in tutte le possibili combinazioni che possano avere mentre mischiano le poltrone con i loro "ideali".



Il rosso ed il blu 
si mischiano l'uno 
con l'altro, assieme...
Fondendosi quasi. 

Ma non diventano 
il color viola. 
Nessuno assume 
il sopravvento. 
Nessuno assume 
il comando.

Restano distinti
l'uno dall'altro, 
in due entità
precise, contrastanti.
Uite in un gioco 
di equilibrio 
responsabile. 

Affinché uno dei due 
non prende il comando 
e l'onore che ne consegue, 
mentre l'altro 
lentamente si dissolve...
lentamente si dissolve...
lentamente si dissolve...

L'audio è disponibile su newground al seguente link: 
http://www.newgrounds.com/audio/listen/535378

giovedì 4 novembre 2010

Monologo del neurone nell’eremo cranico


             
    
  Quella che si sta per svolgere 
è una tragedia quotidiana
senza battuta alcuna.


    Siamo in un eremo molto particolare, 
accessibile a tutti, 
ma visitato da pochi.


E’ un luogo profondo, 
dove si pensa non ci sia nulla 
che valga la pena d’esser visitato, 
anzi,
faremo meglio a dire, 
dove non si pensa proprio.

S’ode una voce fuori campo 
ma gli echi 
son la sua unica risposta.

Il Neurone, 
infastidito da questa continua voce 
che invano evoca il suo nome,
           prende le sue cose, 
           le pone dentro una valigia e se ne va,
          abbandonando la scena
            ed il cervello del malcapitato 
           che ancora non si capacita 
           di ciò che è accaduto.

           L’uno lontano dall’altro, 
           trovano la pace ambita.