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martedì 29 ottobre 2019

Paul Verlaine - I saggi d'altri tempi




I saggi d'altri tempi. che valevano quelli di oggi,

credettero, e la questione ancora è poco chiara,

di leggere nel cielo le buone sorti e i disastri

e che ogni anima fosse legata ad un astro.

(Si è riso molto di questa spiegazione

del mistero notturno, senza pensare che il riso

è spesso ridicolo oltre che ingannevole.)


Ora, i nati sotto il segno di SATURNO,

fulvo pianeta, caro ai negromanti,

hanno fra tutti, secondo le antiche formule,

una buona dose di sventura e di bile.


Inquieta e debole, l'immaginazione

in loro rende vano lo sforzo della Ragione.

Sottile come veleno, ardente come lava,

e raro, il sangue cola e circola nelle loro vene

riducendo in cenere il loro triste Ideale.


Così devon soffrire i Saturnini, così

morire - ammesso che noi siamo mortali -

poichè il corso delle loro vite è disegnato,

linea per linea, dalla logica di un influsso maligno.


Audio disponibile su Spreaker





mercoledì 8 maggio 2019

Paul Verlaine - Passeggiata Sentimentale



Il tramonto dardeggiava i suoi ultimi raggi

e il vento cullava le pallide ninfee;

Le grandi ninfee tra i canneti

rilucevano tristi sulle acque calme.


Io, me ne andavo da solo, portando la mia piaga

lungo lo stagno, tra i salici

dove la bruma vaga evecava un fantasma

grande, lattiginoso, disperato

e piangente con la voce delle alzavole

che si chiamavano battendo le ali

tra i salici dove solo io erravo

portando la mia piaga; e la spessa coltre

di tenebre venne a sommergere gli ultimi

raggi del sole nelle sue onde smorte

e le ninfee, tra i canneti,

le grandi ninfee sulle acque calme.


Su spreaker troverete l'audio di questo testo:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./paul-verlaine-passeggiata-sentimentale

mercoledì 6 marzo 2019

Giuseppe Ungaretti - Chiaroscuro






Anche le tombe sono scomparse


Spazio nero infinito calato

da questo balcone

al cimitero.


Mi è venuto a ritrovare

il mio compagno arabo

che s'è ucciso l'altra sera.


Rifà giorno.


Tornano le tombe

appiattite nel verde tetro

delle ultime oscurità

nel verde torbido

del primo chiaro.


L'audio di questa lettura è disponibile su spreaker:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./giuseppe-ungaretti-chiaroscuro


Per contatti:

https://www.facebook.com/unrealprojectTM/

mercoledì 20 febbraio 2019

Verso di me di Salvuccio Barravecchia






Questo testo è stato scritto dall'amico Salvuccio Barravecchia del "Progetto Fida".
In questo ricopro il ruolo di lettura e musiche...

 

Nella terra dei canti

domavo la mia sete

cercando di non cadere giù

in un vortice di un connubio

conforme dalla nascita.


Poligoni smembrati

tracciano l'universo

abitato da esseri

usurpanti e domatori.


Immobile, nello spazio eterno.

Labbra lucide

mi accompagnano.


Solchi e smeraldi nel battito del ghigno.

 
Cosa mai unisce lo specchio con l'amore?

Gli occhi stanchi dicono bugie.

Spine, superstizioni e avarizia,

cancellano il calore tra l'essere e...

l'amore.


Potete trovare una versione strumentale di questo brano su soundcloud:

https://soundcloud.com/terroristi-musicali/eternal-space

E newgrounds:

https://www.newgrounds.com/audio/listen/849320


Per un ascolto migliore consiglio l'uso delle cuffie. 



martedì 23 ottobre 2018

Giosuè Carducci - Ballata dolorosa






Una pallida faccia e un velo nero

spesso mi fa pensoso de la morte;

Ma non in frotta io cerco le tue porte,

quando piange il Novembre, o cimitero.


Cimitero m'è il mondo allor che il sole

ne la serenità di Maggio splende

e l'aura fresca move l'acque e i rami,

e un desio dolce spiran le viole

e ne le rose un dolce ardor s'accende

e gli uccelli tra 'l verde fan richiami:

quando più par che tutto il mondo s'ami.


E le fanciulle in danza apron le braccia,

veggo tra 'l sole e me sola una faccia,

pallida faccia velata di nero.


L'audio è disponibile su spreaker:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./giosue-carducci-ballata-dolorosa

giovedì 28 giugno 2018

Sergej Esenin - Sul piatto azzurro del cielo



Sul piatto azzurro del cielo

c'è un fumo melato di nuvole gialle,

la notte sogna. Dormono gli uomini,

l'angoscia solo me tormenta.


Intersecato di nubi,

il bosco respira un dolce fumo.

Dentro l'anello dei crepacci celesti

il declivio tende le dita.


Dalla palude giunge il grido dell'airone,

il chiaro gorgoglio dell'acqua,

e dalle nuvole occhieggia,

come una goccia, una stella solitaria.


Potere con essa, in quel torbido fumo,

appiccare un incendio nel bosco,

e inisieme perirvi come un lampo nel cielo.


martedì 27 marzo 2018

Emilio Praga – Penombre - Mezzanotti - Ottobre



Un lenzuolo di nebbia avvolge il cielo,

e la pioggia minuta e lenta cade;

Le colline lontane han messo il velo,

e di fango si coprono le strade.


Piangono come vedove le biade,

e l'elegia, battendo stelo a stelo,

addormenta le selve e i nidi invade,

i nidi pieni di piume e di gelo.


Che narrano le gocce ai bruchi erranti?

Alle bucce che dice il vento fioco?

Oh nelle tombe scheletri grondanti,


Oh beltà, robustezze, a poco a poco

scioglientisi coll'acqua, e vegetanti!

e la gente sonnecchia intorno al foco.


martedì 21 novembre 2017

Antonio Fogazzaro - Forte Su La Morte





 Mi veston l'Ore, ancelle de la Morte,

per il corteo de la ghignante dama;

M'incoronan d'argento e su la grama

pelle il suggel di Lei mi spampan forte.


Piegano intanto in me smarrite e smorte

le immagini di tutto che qui si ama;

E ogni giorno, partendosi, una brama

passa per sempre del cuore mio le porte.


Ma nel più interno io sento

un che novo, un principio, un crescer lento,

oscuro un moto ne la fibre ferme.


Un gruppo d'avvenir che mi balena

baleni di potenza in ogni vena,

un vivo su la Morte, un germe.


Audio diponibile su spreaker:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./antonio-fogazzaro-forte-su-la-morte

mercoledì 15 novembre 2017

Antonio Fogazzaro - Mi grandeggia ne l'ombre della sera



Mi grandeggia ne l'ombre della sera

la vota stanza. Fuor da ogni finestra

nel chiaror de le nebbie il lago appare,

quale deserto, sconfinato mare.


Uscir vorrei per questo mar deserto,

navigar solo, navigar lontano,

e, spenta la veduta d'ogni sponda,

abbandonarmi a' miei pensieri e all'onda.


All'aperto uscirebbero i fantasmi

che più gelosamente il cor nasconde.

Io sederei a poppa ed essi a propra;

Senza parlar ci guarderemmo allora.


Su spreaker è disponibile l'audio:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./antonio-fogazzaro-mi-grandeggia-ne-lombr

lunedì 3 luglio 2017

Giovan Battista Marino - Lo Specchio



Qualor, chiaro cristallo,
vago pur di mirar quel vivo Sole
che ’n te specchiar si sòle,
in te le luci affiso,
ahi, ch’altro non vegg’io che ’l proprio viso!
 
Specchio fallace, ingrato,
se vagheggiar t’è dato
volto fra gli altri il piú ridente e vago,
non devresti serbar sí trista imago! 


Audio disponibile su spreaker:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./giovan-battista-marino-lo-specchio 

lunedì 5 giugno 2017

Torquato Tasso - Come va innanzi all'altro sol l'aurora


Come va innanzi a l’altro sol l’aurora
e da gli agi i mortali a l’opre invita,
cosí que’ segni a la penosa vita
mi richiamâr da la quiete allora;

E qual nel suo venir l’alba colora
di purpureo splendor l’aria smarrita,
tal la mia faccia, ancor che scolorita
l’avesse il verno, rossa apparve fôra;

E ’n quella guisa che ’l vermiglio suole
cangiarsi in rancio quando Apollo è giunto,
mutò poi vista a l’apparir del sole:

Sentissi intanto il cor dolce compunto
da gli sguardi e dal suon de le parole
che l’andaro a ferir quasi in un punto.

Su spreaker troverete l'audio del testo:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./torquato-tasso-come-va-innanzi-allaltro-

lunedì 22 maggio 2017

Michelangelo Buonarroti - Rime - Chiunque nasce a morte arriva

 
Chiunche nasce a morte arriva
nel fuggir del tempo; e ’l sole
niuna cosa lascia viva.
 

Manca il dolce e quel che dole
e gl’ingegni e le parole;
e le nostre antiche prole
al sole ombre, al vento un fummo.
 

Come voi uomini fummo,
lieti e tristi, come siete;
e or siàn, come vedete,
terra al sol, di vita priva.
 

Ogni cosa a morte arriva.
Già fur gli occhi nostri interi
con la luce in ogni speco;
or son voti, orrendi e neri,
e ciò porta il tempo seco. 


Sul canale di spreaker troverete l'audio della lettura di questo testo: 

 https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./michelangelo-buonarroti-rime-chiunque-na

Buon ascolto! 

lunedì 8 maggio 2017

Ludovico Ariosto - La favola della luna







Nel tempo ch'era nuovo il mondo ancora,
e che inesperta era la gente prima,
e non eran l'astuzie che sono ora;
a piè d'un alto monte, la cui cima
parea toccasse il cielo, un popol, quale
non so mostrar, vivea nella valle ima ;
che più volte osservando la ineguale
luna, or con corna or senza, or piena or scema ,
girar il cielo al corso naturale ;
e credendo poter dalla suprema
parte del monte giungervi, e vederla
come si accresca e come in sé si prema ;
 
chi con canestro, chi con sacco per la
montagna, cominciar correre in su,
ingordi tutti a gara di volerla.
 
Vedendo poi non esser giunti più
vicini a lei, cadeano a terra lassi,
bramando invan d'essere rimasti giù.
 
Quei ch'alti li vedean dai poggi bassi,
credendo che toccassero la luna,
dietro venian con frettolosi passi.
 
Questo monte è la ruota di Fortuna ,
nella cui cima il volgo ignaro pensa:
ch'ogni quiete sia, né ve n'è alcuna.


Su spreaker potete trovare l'audio: 

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./ludovico-ariosto-la-favola-della-luna 


lunedì 1 maggio 2017

Ludovico Ariosto - Chiuso era il sol



Chiuso era il sol da un tenebroso velo
che si stendea fin all'estreme sponde
de l'orizonte, e murmurar le fronde
e tuoni andar s'udian Scorrendo il cielo;
 

Di pioggia in dubbio o tempestoso gelo,
stav' io per ire oltra le torbid'onde
del fiume altier che 'l gran sepolcro asconde
del figlio audace del signor di Delo;
 
Quando apparir su l'altra ripa il lume
de' bei vostri occhi vidi, e udii parole
che Leandro potean farmi quel giorno.
 
E tutto a un tempo i nuvoli d'intorno
si dileguaro e si scoperse il sole;
tacquero i venti e tranquillossi il fiume.


Su spreaker potrete trovare l'audio:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./ludovico-ariosto-chiuso-era-il-sol 


lunedì 10 aprile 2017

Jacopo Sannazzaro - Icaro cadde qui: queste onde il sanno


Icaro cadde qui: queste onde il sanno,
che in grembo accolser quelle audaci penne:
qui finìo il corso, e qui 'l gran caso avvenne,
che darà invidia agli altri che verranno.

Avventuroso e ben gradito affanno,
poi che morendo eterna fama ottenne:
felice chi in tal fato a morte venne,
che sì bel pregio ricompensi il danno.

Ben può di sua ruina esser contento;
s'al ciel volando a guisa di colomba,
per troppo ardir fu esanimato e spento:

ed or del nome suo tutto rimbomba
un mar sì spazïoso, un elemento:
chi ebbe al mondo mai sì larga tomba? 


Sul canale di spreaker potrete trovare l'audio di questa poesia: 

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./jacopo-sannazzaro-icaro-cadde-qui-queste 

 

lunedì 13 marzo 2017

Lorenzo De' Medici - Rime varie - Se con dolce armonia



Se con dolce armonia due istrumenti

nella medesma voce alcun concorda,
pulsando l'una, rende l'altra corda,
per la confermità, medesmi accenti:


così par dentro al mio cor si risenti
l'imago impressa, a' nostri sospir' sorda,
se per similitudin si ricorda
del viso, ch'è sopra l'umane menti.


Amor, in quanti modi il cor ripigli!
Ché fuggendo l'aspetto del bel viso,
d'una vana pittura il cor pascendo,


o che non veggono altro i nostri cigli,
o che il pittor già fussi in paradiso,
lei vidi propria: or va' d'Amor fuggendo!


Sulla piattaforma di spreaker potrete trovare la lettura di questo testo al seguente link:


https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./lorenzo-de-medici-rime-varie-se-con-dolc



lunedì 27 febbraio 2017

Lorenzo De' Medici - Canti carnascialeschi - Canzona de' sette pianeti


Sette pianeti siam, che l'alte sede
lasciam per far del cielo in terra fede.

Da noi son tutti i beni e tutti i mali,
quel che v'affligge miseri, e vi giova;
 

Ciò ch'agli uomini avviene, agli animali
e piante e pietre, convien da noi muova:
sforziam chi tenta contro a noi far pruova;
conduciam dolcemente chi ci crede.

Maninconici, miseri e sottili;
ricchi, onorati, buon' prelati e gravi;


Sùbiti, impazïenti, fèr', virili;
pomposi re, musici illustri, e savi;
astuti parlator', bugiardi e pravi;
ogni vil opra alfin da noi procede.

Venere grazïosa, chiara e bella
muove nel core amore e gentilezza:


Chi tocca il foco della dolce stella,
convien sempre arda dell'altrui bellezza:
fère, uccelli e pesci hanno dolcezza:
per questa il mondo rinnovar si vede.

Orsù! seguiam questa stella benigna,
o donne vaghe, o giovinetti adorni:
tutti vi chiama la bella Ciprigna
a spender lietamente i vostri giorni,
senz'aspettar che 'l dolce tempo torni,
ché, come fugge un tratto, mai non riede.
 

Il dolce tempo ancor tutti c'invita
lasciare i pensier' tristi e' van' dolori:
mentre che dura questa brieve vita,
ciascun s'allegri, ciascun s'innamori.
Contentisi chi può: ricchezze e onori
per chi non si contenta, invan si chiede. 



Sulla piattaforma di spreaker potrete trovare la lettura di questo testo al seguente link:

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venerdì 24 febbraio 2017

Francesco Petrarca - Il canzoniere - Solo et pensoso

 
Solo et pensoso i piú deserti campi
vo mesurando a passi tardi et lenti,
et gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio human l’arena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti d’alegrezza spenti
di fuor si legge com’io dentro avampi:

sì ch’io mi credo omai che monti et piagge
et fiumi et selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch’è celata altrui.

Ma pur sí aspre vie né sí selvagge
cercar non so ch’Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io co’llui. 

Sulla piattaforma di spreaker potrete trovare la lettura di questo testo - assieme ad altri due sonetti tratti sempre da "il canzoniere" - al seguente link:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./petraca-3-sonetti



Buon ascolto! 

martedì 21 febbraio 2017

Francesco Petrarca - Il canzoniere - La vita fugge et non s'arresta una hora



La vita fugge, et non s’arresta una hora,
et la morte vien dietro a gran giornate,
et le cose presenti et le passate
mi dànno guerra, et le future anchora;

e ’l rimembrare et l’aspettar m’accora,
or quinci or quindi, sí che ’n veritate,
se non ch’i’ ò di me stesso pietate,
i’ sarei già di questi penser’ fòra.

Tornami avanti, s’alcun dolce mai
ebbe ’l cor tristo; et poi da l’altra parte
veggio al mio navigar turbati i vènti;
 
veggio fortuna in porto, et stanco omai
il mio nocchier, et rotte arbore et sarte,
e i lumi bei che mirar soglio, spenti. 


Sulla piattaforma di spreaker potrete trovare la lettura di questo testo - assieme ad altri due sonetti tratti sempre da "il canzoniere" - al seguente link:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./petraca-3-sonetti




Buon ascolto!