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sabato 3 gennaio 2026

Idee attraversano orizzonti


Questi versi sono composti da 4 haiku che insieme formano una poesia più lunga. 
Possono essere letti sia separatamente che insieme. 

Da nuove strade
Orizzonti liberi
Si rivelano.

L'asfalto freddo
Tra i resti di brina
Saluta l'alba.

Luce dorata 
Compone nuove forme -
Vedo la rotta.

Nasce l'idea 
Che scricchiola sul ghiaccio 
Del nuovo giorno.



 

martedì 28 aprile 2020

Giuseppe Ungaretti - San Martino Del Carso






Di queste case

non è rimasto

che qualche

brandello

di muro


Di tanti

che mi corrispondevano

non è rimasto

neppure tanto


Ma nel cuore

nessuna croce manca


E' il mio cuore

il paese più straziato.



L'audio di questa lettura è disponibile su Spreaker

lunedì 3 luglio 2017

Giovan Battista Marino - Lo Specchio



Qualor, chiaro cristallo,
vago pur di mirar quel vivo Sole
che ’n te specchiar si sòle,
in te le luci affiso,
ahi, ch’altro non vegg’io che ’l proprio viso!
 
Specchio fallace, ingrato,
se vagheggiar t’è dato
volto fra gli altri il piú ridente e vago,
non devresti serbar sí trista imago! 


Audio disponibile su spreaker:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./giovan-battista-marino-lo-specchio 

venerdì 24 febbraio 2017

Francesco Petrarca - Il canzoniere - Solo et pensoso

 
Solo et pensoso i piú deserti campi
vo mesurando a passi tardi et lenti,
et gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio human l’arena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti d’alegrezza spenti
di fuor si legge com’io dentro avampi:

sì ch’io mi credo omai che monti et piagge
et fiumi et selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch’è celata altrui.

Ma pur sí aspre vie né sí selvagge
cercar non so ch’Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io co’llui. 

Sulla piattaforma di spreaker potrete trovare la lettura di questo testo - assieme ad altri due sonetti tratti sempre da "il canzoniere" - al seguente link:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./petraca-3-sonetti



Buon ascolto! 

martedì 21 febbraio 2017

Francesco Petrarca - Il canzoniere - La vita fugge et non s'arresta una hora



La vita fugge, et non s’arresta una hora,
et la morte vien dietro a gran giornate,
et le cose presenti et le passate
mi dànno guerra, et le future anchora;

e ’l rimembrare et l’aspettar m’accora,
or quinci or quindi, sí che ’n veritate,
se non ch’i’ ò di me stesso pietate,
i’ sarei già di questi penser’ fòra.

Tornami avanti, s’alcun dolce mai
ebbe ’l cor tristo; et poi da l’altra parte
veggio al mio navigar turbati i vènti;
 
veggio fortuna in porto, et stanco omai
il mio nocchier, et rotte arbore et sarte,
e i lumi bei che mirar soglio, spenti. 


Sulla piattaforma di spreaker potrete trovare la lettura di questo testo - assieme ad altri due sonetti tratti sempre da "il canzoniere" - al seguente link:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./petraca-3-sonetti




Buon ascolto!

lunedì 28 novembre 2016

Giosuè Carducci - Il treno


Un bello e orribile
mostro si sferra, 
corre gli oceani, 
corre la terra:
corusco e fùmido 
come i vulcani,
i monti supera, 
divora i piani; 
sorvola i baratri; 

poi si nasconde 
per antri incogniti, 
per vie profonde; 
ed esce; e indomito 

di lido in lido 
come di turbine 
manda il suo grido.

giovedì 10 gennaio 2013

Roberto "Freak" Antoni - Brividi






Skrikkiola vetro rotto
sul pavimento di cotto
è portacenere caduto
in pezzi, frantumato. 
Piccole skegge di vetro 
digrignano denti 
come spilli fendenti 
irritanti (e son tanti). 
Karta vetrata abrasiva
striscia su pelle korrosiva 
si tendono i nervi  con
 brividi incerti. 
Delirio di vetro tagliente 
invade la mente invadente 
irrita tendini 
come stridono rondini 
come gessi scolastici 
frustate di elastici 
graffiano unghie rapaci 
punte di chiodi impietosi. 
Il sangue si gela 
quasi cristallo 
informe korallo
punge cervello. 

Brano da leggere con il seguente brano di sottofondo, disponibile su newground: 
http://www.newgrounds.com/audio/listen/488276

mercoledì 14 marzo 2012

Giuseppe Ungaretti - Silenzio


Conosco una città
che ogni giorno s'empie di sole
e tutto è rapito in quel momento.

Me ne sono andato una sera.

Nel cuore durava il limìo
delle cicale.

Dal bastimento
verniciato di bianco
ho visto
la mia città sparire
lasciando
un poco
un abbraccio di lumi nell'aria torbida
sospesi.

mercoledì 1 febbraio 2012

Alda Merini - I poeti lavorano di notte


I poeti lavorano di notte,
 
quando il tempo non urge su di loro,
 
quando tace il rumore della folla
 
e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio
 
come falchi notturni od usignoli
 
dal dolcissimo canto
 
e temono di offendere iddio.

Ma i poeti, nel loro silenzio,
 
fanno ben più rumore
 
di una dorata cupola di stelle. 


l'audio è disponibile al seguente link: 

http://soundcloud.com/terroristi-musicali/alda-merini-i-poeti-lavorano

mercoledì 5 ottobre 2011

Umberto Saba - La Foglia


Io sono come quella foglia, guarda,
sul nudo ramo, che un prodigio ancora
tiene attaccata.

Negami dunque. Non ne sia rattristata
la bella età che a un'ansia ti colora,
e per me a slanci infantili s'attarda.

Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce.
Morire è nulla; perderti è difficile.

sabato 16 aprile 2011

Leopardi - Scherzo

 

  Quando fanciullo io venni
a pormi con le Muse in disciplina,
l’una di quelle mi portò per mano;
e poi tutto quel giorno
la mi condusse intorno
a veder l’officina.
Mostrommi a parte a parte
gli strumenti dell’arte,
e i servigi diversi
a che ciascun di loro
s’adopra nel lavoro
delle prose e de’ versi.
Io mirava e chiedea:
musa, la lima ov’è? Disse la Dea:
la lima è consumata; or facciam senza.
Ed io, ma di rifarla
non vi cal, soggiungea, quand’ella è stanca?
Rispose: hassi a rifar, ma il tempo manca.

giovedì 3 marzo 2011

Dario Fo - Il mondo alla rovescia


 Oh, che il mondo è tanto tanto bello
se lo guardi appeso per i piedi
capovolto agli occhi più non credi
se lo guardi con la testa in giù.

Su nel ciel vedrai volare cavalli
ed i pesci nuotar fra i rami in fiore
ecco un fior succhiar le farfalle
e posarsi sopra un calabron.

Vedi un ladro confessare un prete
l’orfanel raccogliere suore in fasce
i ministri riuniti in un comizio
e gli agenti che picchian col baston.

Generali che con la spada in mano
falcian l’erba con i contadini
al governo si fanno i fatti nostri
ed in chiesa si fanno i fatti lor.

mercoledì 2 marzo 2011

Dario Fo - La leggenda dell'ostrica e della perla


Il giovane di Tunisi
che nero come un’ostrica
di lei s’innamorò,
aveva gli occhi d’onice,
il corpo d’una statua,
lo sguardo d’una vergine
per tanto ch’era timido:
perciò s’innamorò
di lui s’innamorò.
Leonora più che candida,
l’infanta di pastiglia,
la pelle di magnolia,
l’orecchie di conchiglia,
di lui s’innamorò,
di lui s’innamorò;
del giovane di Tunisi
che nero più d’un ostrica,
vedendola sbianco.
Le braccia di quell’ostrica
intorno a lei si schiusero.
Con labbra che tremavano
Leonora più che candida
La bocca gli donò,
la bocca gli donò.
Ma dal torrion la videro
tre suoi fratelli pallidi.
Le frecce lampeggiarono:
il giovane di Tunisi
nel mar con lei piombò.
Piombò con lei stringendola,
lui nero come un’ostrica,
con lei si sprofondò,
lei madreperla pallida.
Il negro in fondo al mare
Si chiuse come un’ostrica,
di morte nel pallore
lei perla diventò.

venerdì 25 febbraio 2011

Cesare Pavese - Verrà la morte e avrà i tuoi occhi


Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.