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sabato 16 aprile 2011

Leopardi - Scherzo

 

  Quando fanciullo io venni
a pormi con le Muse in disciplina,
l’una di quelle mi portò per mano;
e poi tutto quel giorno
la mi condusse intorno
a veder l’officina.
Mostrommi a parte a parte
gli strumenti dell’arte,
e i servigi diversi
a che ciascun di loro
s’adopra nel lavoro
delle prose e de’ versi.
Io mirava e chiedea:
musa, la lima ov’è? Disse la Dea:
la lima è consumata; or facciam senza.
Ed io, ma di rifarla
non vi cal, soggiungea, quand’ella è stanca?
Rispose: hassi a rifar, ma il tempo manca.

venerdì 19 novembre 2010

Alla Luna - Giacomo Leopardi



O Graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l'anno, sovra questo colle
Io venìa pien d'angoscia a rimirarti;
E tu pendevi allor su quella selva 
Siccome or fai, che tutta la rischiari. 
Ma nebuloso e tremulo dal pianto 
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci 
Il tuo volto apparia, che travagliosa 
Era mia vita: Ed è, né cangia stile
O mia diletta luna. E pur mi giova 
La ricordanza, e il noverar l'etate 
Del mio dolore. Oh come grato occorre 
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve la memoria il corso,
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l'affanno duri!

L'audio è disponibile su spreaker:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./giacomo-leopardi-alla-luna 

mercoledì 13 ottobre 2010

Giacomo Leopardi - L'infinito


 Sempre caro mi fu quest'ermo colle
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.