Visualizzazione post con etichetta Teatro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Teatro. Mostra tutti i post

mercoledì 7 dicembre 2011

Il Silenzio - Prologo



Prologo

    In scena regna il silenzio totale.
Tutti gli attori son dietro le quinte.
Sullo sfondo appare la fotografia,
in campo lunghissimo, d'una estesa prateria,
dove al centro c'è un grande albero,
in primo piano, con qualche foglia attaccata
da un raffinato gioco divino ai lunghi rami.
    La telecamera si avvicina con lo zoom
restringendo l'inquadratura dell'albero,
fino ad inquadrare una ragnatela,
dove un ragno tesse la sua tela,
per sacrificare qualche incauto insetto.
    L'inquadratura si sposta nuovamente,
verso l'alto, facendo vedere il cielo e la luna,
leggermente coperta dalle nuvole.
    Inizia il ticchettio dell'orologio.
Dopo pochi secondi la batteria da i primi colpi
di pedale, alternando un istante di silenzio
ed un istante di suono, andando dietro
lo scorrere del tempo.
    Inizialmente i suoi colpi son forti,
in levare, poi iniziano ad essere
quasi impercettibili, cambiando di tempo,
andando contro il tempo naturale.
    A questo punto, mentre la batteria
inizia sui piatti un downtempo,
è il turno della voce narrante,
mentre il cielo sparisce
e a mezzo campo lungo vien inquadrato
un bosco dalle tetre ombre. 

lunedì 5 dicembre 2011

Il Silenzio


Voce Narrante                                                                              Il Silenzio

Il Silenzio...                                                                                 Eccomi...
Il Silenzio...                                                                                 Son qui...

- nota con flauto in vibrato  -

Ah...
Il Silenzio...                                                                                   Parla...

- nota ripetuta, ma più lunga -

Ascolta...                                                                                       Ti ascolto...
Ascolta...                                                                                        Ecco...
La sua voce...                                                                                  La voce...

- insieme flauto e batteria su piatti,
con un tempo dispari eseguono
una breve melodia -

La voce d'un popolo                                                                 Del mio popolo...
d'un popolo chiuso                                                                         di ombre...
chiuso nei suoi sogni                                                                     sognanti...
nei suoi sogni eterni...                                                                     Eterni...

- Da dietro le quinte, uno ad uno
iniziano ad uscire gli attori,
mentre sul fondo del palco c'è
un cambio di foto,
ed appaiono disegnati in chiaro scuro
cinque sagome -

Ascolta...                                                                                     Son qui...
Ascolta...                                                                                        Son pronto...
La loro voce...                                                                                   Parlami...

- Batteria e chitarra insieme
con una melodica atmosfera dai temi cupi -

La voce di un popolo...                                                       D'un popolo...
d'un popolo chiuso...                                                      D'un popolo...
chiuso nella rabbia...                                                              Libero...
una rabbia sepolta...                                                                   Nei tumuli...

- Batteria e chitarra cessano di suonare.
Entra il flauto -

Dentro una cassa...                                                                     Di terra...
...Il Silenzio...                                                                                     Io...
...Il Silenzio...                                                                             Conservo...
...Ah!Il Silenzio...                                                                            L'anima...

- Inizia a piovere -

Il dolce silenzio...                                                                          Regna...
         Senti...                                                                                 La quiete...
Il dolce silenzio...                                                                      Regna...
       Ascolta...                                                                           La calma...
 
                                                                                           Il Tempo...
                                                                                            Avvolge...
                                                                                              In Un Manto...
                                                                                               Di Velluto...

Sullo sfondo appare l'ultima fotografia.
L'albero che appare all'inizio;
Ma le foglie che vi eran attaccate,
lentamente s'adagiano a terra,
e con questo lento movimento,
come guidati da una leggiadra aria,
gli attori, cadono sul palco, dormendo.
La musica lentamente sfuma.
Si spengono le luci.

                                     
                                                       Sipario

l'audio è disponibile su soundcloud al seguente link:

http://soundcloud.com/terroristi-musicali/il-silenzio-reading-a-due-voci

venerdì 18 novembre 2011

Ogni Cosa Cambierà



- Interno d’una camera da letto.
Al centro della stanza c’è una branda.
Un flauto di sottofondo.
La telecamera fa una panoramica dell’ambiente circostante
inquadrando un palazzo,soffermandosi con lo zoom
su un altalena dove ci sono dei bambini che stanno giocando.
L’inquadratura successiva torna rapidamente nel palazzo di fronte,
per poi tornare all’interno della stanza,
dove c’è un dipinto in cui viene raffigurata
una donna d’una certa classe a mezzo busto.
Zoom sul dipinto. –
  
  “Io guardo, sto guardando il mondo,
e penso, sto pensando a quello che era.
    Guardando il mondo muoversi,
aspetterò che ogni cosa cambierà.

Che ogni cosa cambierà…
    Che ogni cosa cambierà…
        Ogni cosa… Ogni cosa…

    Vedrò un’immensa luce,
mentre i vermi si ciberanno
instancabili, del mio corpo
ridotto ormai a brandelli…
  
    Io guardo, sto guardando il mondo,
e pago, ho pagato tutti i miei debiti,
    e così… sono libero… sono libero…
sono libero di volare nel cielo…

    Dove una confortevole luce
mi guida verso una zona ignota,
un luogo inesplorato, dove nessuno
v’ha mai fatto ritorno

  
        Ed ogni cosa cambierà…
    Ed ogni cosa cambierà…
        Ogni cosa… Ogni cosa…

    Io guardo, sto guardando il mondo,
 alto, alto dal cielo
    e ci sarà qualcosa di me
che resterà nei vostri cuori…

Mentre ogni cosa cambierà…
    Mentre ogni cosa cambierà…
Ogni cosa… Ogni cosa… 
cambierà..."
 
- La voce smette di parlare, mentre la telecamera si avvicina con lo zoom al ritratto.
Una persona entra infine strisciando da sotto la macchina,
mentre il flauto a mano a mano inizia a sfumare la sua malinconica melodia.
Nella telecamera lo sfondo si scurisce per qualche istante.
S’odono le finestre sbattere di colpo e la serranda abbassarsi.
Quando l’obbiettivo torna visibile c’è una breve panoramica della stanza per vedere i cambiamenti avvenuti. Si nota che oltre le finestre e la serranda chiuse,
ai quattro angoli del quadro sono apparsi quattro lumini rossi accesi
ed una figura sdraiata immobile sulla  branda. -

sabato 9 aprile 2011

Luce (frammento poetico)



Luce,
Fioca.

Luce,
Debole…

… In dissolvenza

Avvolgi…
avvolgimi!

Sono parte
di te!
   
Così,
i nostri
incantesimi

Resteranno
nella memoria

Vaghi

Ricordi.

giovedì 3 marzo 2011

Dario Fo - Il mondo alla rovescia


 Oh, che il mondo è tanto tanto bello
se lo guardi appeso per i piedi
capovolto agli occhi più non credi
se lo guardi con la testa in giù.

Su nel ciel vedrai volare cavalli
ed i pesci nuotar fra i rami in fiore
ecco un fior succhiar le farfalle
e posarsi sopra un calabron.

Vedi un ladro confessare un prete
l’orfanel raccogliere suore in fasce
i ministri riuniti in un comizio
e gli agenti che picchian col baston.

Generali che con la spada in mano
falcian l’erba con i contadini
al governo si fanno i fatti nostri
ed in chiesa si fanno i fatti lor.

mercoledì 2 marzo 2011

Dario Fo - La leggenda dell'ostrica e della perla


Il giovane di Tunisi
che nero come un’ostrica
di lei s’innamorò,
aveva gli occhi d’onice,
il corpo d’una statua,
lo sguardo d’una vergine
per tanto ch’era timido:
perciò s’innamorò
di lui s’innamorò.
Leonora più che candida,
l’infanta di pastiglia,
la pelle di magnolia,
l’orecchie di conchiglia,
di lui s’innamorò,
di lui s’innamorò;
del giovane di Tunisi
che nero più d’un ostrica,
vedendola sbianco.
Le braccia di quell’ostrica
intorno a lei si schiusero.
Con labbra che tremavano
Leonora più che candida
La bocca gli donò,
la bocca gli donò.
Ma dal torrion la videro
tre suoi fratelli pallidi.
Le frecce lampeggiarono:
il giovane di Tunisi
nel mar con lei piombò.
Piombò con lei stringendola,
lui nero come un’ostrica,
con lei si sprofondò,
lei madreperla pallida.
Il negro in fondo al mare
Si chiuse come un’ostrica,
di morte nel pallore
lei perla diventò.