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mercoledì 8 maggio 2019

Paul Verlaine - Passeggiata Sentimentale



Il tramonto dardeggiava i suoi ultimi raggi

e il vento cullava le pallide ninfee;

Le grandi ninfee tra i canneti

rilucevano tristi sulle acque calme.


Io, me ne andavo da solo, portando la mia piaga

lungo lo stagno, tra i salici

dove la bruma vaga evecava un fantasma

grande, lattiginoso, disperato

e piangente con la voce delle alzavole

che si chiamavano battendo le ali

tra i salici dove solo io erravo

portando la mia piaga; e la spessa coltre

di tenebre venne a sommergere gli ultimi

raggi del sole nelle sue onde smorte

e le ninfee, tra i canneti,

le grandi ninfee sulle acque calme.


Su spreaker troverete l'audio di questo testo:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./paul-verlaine-passeggiata-sentimentale

giovedì 15 dicembre 2011

Arthur Rimbaud - Eternità


E' ritrovata! 
Cosa? L'eternità!
E' il mare unito
      al sole. 

Anima mia eterna, 
osserva il tuo voto
malgrado la notte sola 
e il giorno di fuoco. 

Tu ti liberi dunque
dagli umani suffragi, 
dagli slanci comuni!
Voli secondo...

 Giammai la speranza. 
     Nessun orietur. 
Scienza e sapienza,
il supplizio è sicuro. 

Non più domani, 
braci di raso, 
      il dovere 
      è il vostro ardore.

E' ritrovata! 
Cosa? L'eternità!
E' il mare unito
      al sole.

martedì 17 maggio 2011

Charles Baudelaire - I Fiori Del Male - Il Gatto



Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
trattieni le unghie della zampa,
e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati
di metallo e d’agata.

Quando le dita indugiano ad accarezzare
la tua testa ed il dorso elastico
e la mano s’inebria del piacere di palpebre
il tuo corpo elettrico,

vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,
e dai piedi fino alla testa,
un’aria sottile, un minaccioso profumo
circolano attorno al suo corpo bruno.

venerdì 18 marzo 2011

Charles Baudelaire - I Fiori Del Male - Il Morto Allegro


In una terra grassa e piena di lumache
voglio scavare io stesso una fossa profonda
dove a mio agio stendere le mie vecchie ossa
e nell’oblio dormire come nell’onda uno squalo.

Odio qualunque tomba e odio i testamenti,
piuttosto che implorare una lacrima dal mondo,
preferirei da vivo invitare i corvi allo scempio
d’ogni brandello della mia carcassa immonda.

O vermi, neri compagni senza orecchi e senz’occhi,
vedete a voi venire un morto libero e contento;
figli della putredine, filosofi gaudenti,

per la mia distruzione passate senza rimorsi,
e ditemi se esiste qualche altro tormento
per un vecchio corpo senz’anima, morto tra i morti!

giovedì 10 marzo 2011

Paul Verlaine - Sull'Erba


- L’abate parla a vanvera. - E tu,
marchese, hai di traverso la parrucca.
- Questo vecchio Cipro è squisito,
meno, Camargo, della vostra nuca.

- O mia fiamma… -  Do, mi, sol, la, si.
- Abate, la tua faccia viene a galla!
- Possa morire qui, Signore mie,
se non vi stacca subito una stella!

- Esser vorrei un cagnolino! - Ora
baciamoci le pastorelle nostre, una
dopo l’altra. - Beh, signori, allora?
- Do, mi, sol. - Ehi! buonasera, luna!

mercoledì 15 dicembre 2010

Jules Verne - La Vita


 Il Passato non è, ma può raffigurarsi,

e in un vivente ricordo vedersi;

L'avvenire non è, ma può nascondersi

sotto i tratti brillanti d'una credula speranza!

Solo il presente è, ma improvviso si lancia

simile al lampo, in seno al nulla!

Così l'esistenza è davvero

una speranza, un punto, un ricordo!

venerdì 29 ottobre 2010

Charles Baudelaire - I Fiori Del Male - Armonia Della Sera



Ecco già viene il tempo in cui ogni fiore vibra
sullo stelo e s'evapora come un incensiere;
suoni e profumi danzano nell'aria della sera;
valzer malinconico e languida vertigine!

Ogni fiore s'evapora come un incensiere;
il violino freme come un fiore che si affligge;
valzer malinconico e languida vertigine!
Il cielo è triste e bello come un immenso altare.

Il violino freme come un cuore offeso;
un cuore tenero, che odia il nulla vasto e nero!
Il cielo è triste e bello come un immenso altare;
il sole s'è annegato nel suo sangue rappreso.

Un cuore tenero che odia il nulla vasto e nero
raccoglie ogni reliquia dal passato luminoso!
il sole s'è annegato nel suo sangue rappreso...
Il mio ricordo in me splende, come un ostensorio!

giovedì 28 ottobre 2010

Charles Baudelaire - I Fiori Del Male - I Gufi


Sotto i neri tassi che li ospitano,
i gufi stanno come dèi esotici
schierati tutti in fila, saettando
a tratti l'occhio rosso. Meditano.

Senza muoversi così staranno
fino all'ora malinconica
quando, spingendo via l'obliquo sole,
le tenebre si stabiliranno.

Al saggio dice il loro atteggiamento
che a questo mondo deve aver paura
del tumulto e del movimento;

L'uomo attratto da un'ombra che si sposta
paga sempre con pena sicura
l'aver cambiato di posto.

martedì 5 ottobre 2010

Paul Verlaine - Canzone D'autunno



Singhiozzi lunghi
dai violini
dell'autunno

mordono il cuore
con monotono
languore.

Ecco ansimando
e smorto, quando
suona l'ora,
io mi ricordo
gli antichi giorni
e piango:

E me ne vado
nel vento ingrato
che mi porta
di qua di là
come fa la
foglia morta.


L'audio di questa lettura è disponibile su spreaker:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./paul-verlaine-canzone-dautunno

giovedì 30 settembre 2010

Paul Verlaine - Tramonti



Un'alba illanguidita
versa per i campi
la malinconia
dei soli morenti.
La malinconia
culla con dolci canti
il cuore che s'oblia
nei soli morenti.
E strane fantasie
come soli morenti
rossi ardenti sui greti
fantasmi incandescenti,
sfilano senza tregua,
sfilano come tanti
rossi ardenti sui greti
grandi soli morenti.


L'audio di questa lettura è disponibile su spreaker:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./paul-verlaine-tramonti

Buon ascolto!

venerdì 24 settembre 2010

Arthur Rimbaud - Alba



Ho baciato l’alba, d’estate.
Nulla si muoveva ancora sul frontone dei palazzi.
L’acqua era morta.
Gli accampamenti d’ombre
Non lasciavano la strada del bosco.
Ho camminato.
Destando gli animi vivi e tiepidi.
Le gemme guardarono e le ali s’alzarono senza rumore.
La prima impresa fu nel sentiero già pieno
di freschi e pallidi splendori.
Un fiore che mi disse il suo nome.
Risi alla cascata che si scapigliò attraverso gli abeti.
Sulla cima argentata ravvisai la dea.
Allora sollevai a uno a uno i veli.
Nel viale, agitando le braccia.
Per la pianura dove l’ho annunciata al gallo.
Nella grande città, ella fuggiva tra i campanili e le cupole.
Correndo come un mendicante sulle banchine di marmo,
io le davo la caccia.
In cima alla strada, presso un bosco di lauri,
l’ho avvolta nei suoi veli ammassati
ed ho sentito un poco il suo immenso corpo.
L’alba e il fanciullo caddero ai piedi del bosco.
Al risveglio era mezzogiorno.  

Arthur Rimbaud - Alba