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martedì 17 maggio 2011

Charles Baudelaire - I Fiori Del Male - Il Gatto



Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
trattieni le unghie della zampa,
e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati
di metallo e d’agata.

Quando le dita indugiano ad accarezzare
la tua testa ed il dorso elastico
e la mano s’inebria del piacere di palpebre
il tuo corpo elettrico,

vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,
e dai piedi fino alla testa,
un’aria sottile, un minaccioso profumo
circolano attorno al suo corpo bruno.

venerdì 18 marzo 2011

Charles Baudelaire - I Fiori Del Male - Il Morto Allegro


In una terra grassa e piena di lumache
voglio scavare io stesso una fossa profonda
dove a mio agio stendere le mie vecchie ossa
e nell’oblio dormire come nell’onda uno squalo.

Odio qualunque tomba e odio i testamenti,
piuttosto che implorare una lacrima dal mondo,
preferirei da vivo invitare i corvi allo scempio
d’ogni brandello della mia carcassa immonda.

O vermi, neri compagni senza orecchi e senz’occhi,
vedete a voi venire un morto libero e contento;
figli della putredine, filosofi gaudenti,

per la mia distruzione passate senza rimorsi,
e ditemi se esiste qualche altro tormento
per un vecchio corpo senz’anima, morto tra i morti!

venerdì 29 ottobre 2010

Charles Baudelaire - I Fiori Del Male - Armonia Della Sera



Ecco già viene il tempo in cui ogni fiore vibra
sullo stelo e s'evapora come un incensiere;
suoni e profumi danzano nell'aria della sera;
valzer malinconico e languida vertigine!

Ogni fiore s'evapora come un incensiere;
il violino freme come un fiore che si affligge;
valzer malinconico e languida vertigine!
Il cielo è triste e bello come un immenso altare.

Il violino freme come un cuore offeso;
un cuore tenero, che odia il nulla vasto e nero!
Il cielo è triste e bello come un immenso altare;
il sole s'è annegato nel suo sangue rappreso.

Un cuore tenero che odia il nulla vasto e nero
raccoglie ogni reliquia dal passato luminoso!
il sole s'è annegato nel suo sangue rappreso...
Il mio ricordo in me splende, come un ostensorio!

giovedì 28 ottobre 2010

Charles Baudelaire - I Fiori Del Male - I Gufi

Charles Baudelaire - I Fiori Del Male - I Gufi


Sotto i neri tassi che li ospitano,
i gufi stanno come dèi esotici
schierati tutti in fila, saettando
a tratti l'occhio rosso. Meditano.

Senza muoversi così staranno
fino all'ora malinconica
quando, spingendo via l'obliquo sole,
le tenebre si stabiliranno.

Al saggio dice il loro atteggiamento
che a questo mondo deve aver paura
del tumulto e del movimento;

L'uomo attratto da un'ombra che si sposta
paga sempre con pena sicura
l'aver cambiato di posto.