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giovedì 24 maggio 2012

Coscienza


Sono la voce muta della coscienza. 
Esisto. Ti parlo, Prova a sentirmi. 
Prova a sentirmi. Non mi ignorare. 
Della mia voce muta rabbrividisci. 

Ne hai timore. Sono la tua coscienza. 
Eppur mi ignori e agisci furtivo. 
Sei sordo, o fai finta di non sentirmi. 
Ma io esisto. Esisto dentro di te. 

Non puoi ignorarmi. Non puoi fuggirmi. 
La mia presenza, sarà il tuoi rimorso, 
se mai ne avrai uno, ascoltalo! 

Temimi! Tornerò, quando non potrai
più sentire la mia voce, la mia voce... 
Per ora mi zittisco, e me ne vado...  

   Su youtube potrete trovare il video:
 

Mentre se volte soltanto leggerla, su newgrounds potrete trovare l'audio che vi farà d'accompagnamento:
 

venerdì 23 settembre 2011

Sonetti Funebri: Cenere e Polvere


 Quando di me
nulla resterà,
il mio nome nel vento
si spargerà.

Fluttuerò in un sonno
senza sogni.
In un velo nero
mi avvolgerò.

Nelle nuvole o in terra
troverò la mia dimora
di cenere e polvere .

In una illusione temporale,
d’un attimo eterno
svanirò nella cenere.

mercoledì 20 aprile 2011

Michelangelo Buonarroti - Fuggite amanti


 Fuggite, amanti, amor, fuggite ‘l foco;
l’incendio è aspro e la plaga è mortale,
c’oltr’a l’impeto primo più non vale
né forza, né ragion, né mutar loco.
Fuggite, or che l’esemplo non è poco
D’un fiero braccio e d’un acuto strale;
leggete in me qual sarà ‘l vostro male,
qual sarà l’impio e dispietato gioco.
Fuggite, e non tardate, al primo sguardo:
ch’i’ pensa’ d’ogni tempo aver accordo;
or sento, e voi vedete, com’io ardo.

martedì 19 aprile 2011

Michelangelo Buonarroti - Chi di notte cavalca


Chi di notte cavalca,
el dì conviene
c’alcuna volta si riposi
e dorma:
Cos’ì sper’ io,
che dopo tante pene
ristori ‘l mie signor
mie vita e forma.
Non dura ‘l mal
dove non dura ‘l bene
ma spesso
l’un nell’altro
si trasforma.

giovedì 31 marzo 2011

Il sol dell'avvenir




Il sol dell’avvenir,
Sorge!
Sorge!
Sorge ad est!

Il sol dell’avvenir,
Tramonta!
Tramonta!
Tramonta ad ovest!

L’uomo infrange,
l’uomo infrange,
la sua realtà!

Per ricomporla
in immagini
frammentate!

mercoledì 16 febbraio 2011

Shakespeare - Sonetto nr 47


 Fra l’occhio e il cuore s’è stretta alleanza
Adesso, e l’un rende all’altro i servigi,
quando l’occhio mi ha fame di uno sguardo
o sfanno il cuor gli amorosi sospiri:
del mio amore fa festa con l’immagine
l’occhio, e il cuor chiama al dipinto bacchetto;
all’occhio ospite è il cuore in altri casi
e i pensier d’amor con lui parteggia.
Così, in immagine o nell’amor mio,
lontano, sei con me presente sempre:
dei pensieri più in là non puoi fuggire
e sempre io son con loro e loro con te,
o, se dormono, l’immagine appare
e il cuor risveglia, e il cuore l’occhio affascina.

martedì 15 febbraio 2011

William Shakespeare - Sonetto nr 46



Occhio e cuore hanno in me guerra mortale
ché la tua vista vogliono spartirsi:
al cuore l’occhio sbarrare l’immagine
vorrebbe, il cuor nega all’occhio i diritti.
Afferma il cuore che dimori in lui –
Scrigno ove d’occhi il cristallo non penetra –
ma un tale asserto l’avversario esclude:
“Dimora in me quella bella parvenza”.
S’è riunito per assegnare il titolo
un giurì di pensieri (partigiani
tutti del cuore) e in verdetto han deciso
quanto al chiaro occhio spetta e al cuore caro,
così: all’occhio la parte  che è fuori;
l’amor che hai dentro è diritto nel cuore.

lunedì 14 febbraio 2011

William Shakespeare - Sonetto nr 24



Mi s’è fatto pittore l’occhio, e in cuore
La tua bellezza ha colto e messo in quadro;
cornice è il corpo mio che la contorna
e in quanto all’arte prospettica, è il massimo.
Attraverso il pittore l’arte scorgi
Per trovare la tua immagine vera:
mi sta nel petto in bottega, alla mostra
sempre, e i tuoi occhi le finestre invetriato.
Che servigio fan gli occhi, guarda:
t’hanno ripreso i miei, i tuoi finestre
mi son al petto, e il sole si compiace
insinuarvisi a contemplare te.
 Ma una maestria l’occhio non ha: la forma
ritrae soltanto, non conosce il cuore.

domenica 21 novembre 2010

Alla Sera - Ugo Foscolo

 

Forse perché della fatal quïete
tu sei l’immago a me sì cara vieni

o Sera! E quando ti corteggian liete

le nubi estive e i zefiri sereni,


e quando dal nevoso aere inquïete

tenebre e lunghe all’universo meni

sempre scendi invocata, e le secrete

vie del mio cor soavemente tieni.


Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme

che vanno al nulla eterno; e intanto fugge

questo reo tempo, e van con lui le torme

delle cure onde meco egli si strugge;

e mentre io guardo la tua pace, dorme

quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.



L'audio di questa poesia è disponibile su spreaker al seguente link:

https://www.spreaker.com/user/p.o.n.f.o.w./ugo-foscolo-alla-sera