Ho deciso.
Pianterò il seme del dubbio.
Lo coltiverò.
Lo curerò.
Diventerà un bonsai.
Già lo vedo crescere
ammirato da tutti.
Lo mostrerò con fierezza
E sarà bellissimo.
Ne sono sicuro.
Non ho alcun dubbio.
Poesia e musica, installazioni audio e video... possibili soundtrack per video in generale per maggiori informazioni non esitate a contattarmi.
Ho deciso.
Pianterò il seme del dubbio.
Lo coltiverò.
Lo curerò.
Diventerà un bonsai.
Già lo vedo crescere
ammirato da tutti.
Lo mostrerò con fierezza
E sarà bellissimo.
Ne sono sicuro.
Non ho alcun dubbio.
Mese che irrompe con luce improvvisa
Arriva scalzo, con vento tra le foglie.
Gira tra i rami,
Gira vorticoso.
Il vento sfoglia storie.
Onde di pollini danzano.
Acrostico poetico
Parola: Maggio
Aria che si scioglie in luce, e accenni di sole
Passeggiando tra l'erba nella pioggia sottile.
Risvegli lenti sciolgono l'inverno con memorie bagnate.
Idee instantanee che germogliano nel silenzio,
Lampi di luce che svaniscono in fretta.
Emergono dal buio giorni nuovi che avanzano nella nebbia.
Acrostico Poetico
Parola: Aprile
Mite inganno, una mezza promessa.
Apre crepe nel gelo. Sole pallido.
Rumori di gocce scendono in fretta.
Zoppicante avanza in bianchi prati.
Oltre la soglia la neve si arrende.
Acrostico poetico
Parola: Marzo
Fugace tra le maschere danza.
Ebbre risate nelle piazze colme.
Breve, timido, con passi incerti
Balla nel vento con la cartapesta.
Risate che si trasformano in cenere.
Allegro si perde nel chiarore
Inseguendo ombre che svaniscono.
Oblio nel silenzio che resta.
Acronimo poetico
Parola: Febbraio
La luna va e viene
gioca a nascondino.
Rincorre la nuvola
nel cielo notturno.
Con un passo leggero
si nasconde nel buio,
specchiandosi nel lago
con un dito di luce.
Sale di scatto, rapida,
tra un velo velo di nebbia,
e le stelle distratte
si copre e si scopre.
Dondola piano piano.
Una danza leggera
tra tetti che dormono
e comignoli spenti.
Al giorno che si sveglia
la luna si inchina.
Si scioglie nel chiarore
e va a riposare.
Una sfera blu sospesa nel vuoto. Onde di luce provenienti da lontane nebulose. Cuore pulsante di paesaggio sonoro ambient.
La tonalità del blu sfuma, creando un vuoto di profondità che invita a perdersi in un alone leggero. Si cerca lentezza, con la vibrazione di un suono che si dilata nello spazio tra riverberi che si dissolvono e armonie rarefatte.
Una sfera blu
sospesa nel vuoto.
Respira,
tra stelle lontane.
Riflessi liquidi
danzano sulla sua pelle,
Onde di luce nascono
da lontane nebulose.
Pulsa lentamente.
Nebbia luminosa.
Sfumature che si dissolvono.
Ogni pensiero svanisce,
il tempo si allunga,
lo spazio diventa suono.
Video disponibile su youtube. Potrete decidere se guardare il video ascoltando la musica o leggere il testo con l'audio di sottofondo con i vostri tempi.
Dormono i campi tra galassie di ghiaccio,
Immobili attimi su percorsi tracciati.
Calamai vuoti. Il tempo ha chiuso il suo libro.
Essere quieti. S'avvicina il finale senza bussare.
Mutevoli memorie, in cristalli opachi di giorni andati.
Brevi ore brillano nella luce del solstizio,
Ritornando al silenzio rifletto alla chiusura.
Essenza d'inverno, erede di un anno.
Acronimo poetico
parola: Dicembre
Veli sottili - Luce che non si spegne - tace la città
Attraverso il velo delle tende, il sole si insinua tra i palazzi scivolando lungo le facciate, tra vetri e ombre.
La città, oltre il vetro, si stende in un silenzio ovattato: torri che catturano la luce trattenendola in un bagliore arancione polveroso che si dissolve tra ombre leggere.
È una fotografia digitale, un frammento di mondo che non esiste, catturato e accarezzato dal filtro della memoria: i colori si fondono, come se anche i pixel, stanchi della nitidezza e della perfezione, preferissero sfumare nel sogno.
Un velo avvolge tutto, un respiro trattenuto tra le pieghe della tenda.
Un istante rubato al confine tra il reale e l'immaginato, tra ciò che è e ciò che appare, dove la luce non tramonta mai del tutto e la città, per un momento, sembra quasi viva, come se respirasse nuvole, dissolvendo il tempo in bagliori e ombre.
Tace la città.
Veli sottili
Ombre che si piegano -
Tace la città.
Si allieva la luce
Nel silenzio dorato.
Nebbia che vela freddi contorni,
Operano parole senza fragore;
Versi nel vetro d'un sogno sbiadito,
Effigi smorte d'un passato evaporato.
Murati nel tempo senza sospiro
Brividi sul marmo intagliato;
Ritorna l'ombra in un attimo breve.
Eternità, un punto lontano.
acrostico poetico
Parola: Novembre
Sotto la luna
un gufo appollaiato
sull'albero antico.
I suoi occhi d'oro
trafiggono il buio
mentre il silenzio
avvolge il mondo.
La notte tesse
sogni d'argento
e il tempo si perde
nel suo incanto.
La terra respira un canto di stelle
l'anima fluttua in un sogno errante
verso la luna,
custode di un mondo che tace,
occhi di un silenzio notturno.
Odore di muschio e pioggia.
Tappeti mossi da un vento leggero
Tra toni di ruggine e giallo.
Ogni strada ne è coperta.
Brezze fresche soffiano
Racconti sussurrati nella nebbia,
Esplorando eterni silenzi.
Acrostico
Parola: Ottobre
Sussurra il vento tra foglie fragili,
Eterna penombra del giorno che sfuma.
Tenui crepuscoli velano il cielo,
Tingendo il sentiero d'ombre velate.
Echi lontani d'un tempo sbiadito,
Memoria che brilla come cristalli.
Brezza leggera nel silenzio del cielo.
Riflessi d'autunno che s'avvicina
E la terra si copre di foglie.
Acrostico
parola: Settembre
Sotto un cielo di seta azzurra,
la sabbia danza, infinita, pura.
Dune durate, come onde ferme,
pulsano in respire desertici
custodi d'ombra di mute parole,
un eco antico di storie sparse.
Tra la sabbia dimora il silenzio,
segni fugaci d'un viaggio sospeso,
orme leggere smarrite nel vento
un sussurro leggero e profondo.
Nel cuor del nulla, un eco rimane,
canto del vento, tra dune lontane.
La sabbia, come mare immobile,
assorbe passi e sogni fragili.
l'orizzonte, un filo dorato,
il confine d'un tempo sfumato.
Il ronzio delle zanzare squarcia il silenzio.
Un dolore acuto della puntura improvvisa
ti strappa da quel sonno umido
e la rabbia sale mentre ti giri nel letto,
agitando le mani, sperando di prenderne qualcuna.
Quel ronzio insiste.
É ostinato e perfido.
Non ti lascia in pace.
Si avvicina sempre di più.
Ti sta studiando.
Un urlo improvviso.
Una zanzara ti sfiora l'orecchio... zzzzz
e poi la guancia...
il suono continuo ti fa impazzire... zzzzz
il nemico non si arrende
e sogni trappole e vendetta,
come un lanciafiamme o una racchetta,
ispirandoti a Sinner.
Ahi! Il prurito irritante di un'altra puntura.
Chiudo la finestra, o continuo a farmi assaggiare?
Un alito di pioggia,
sfiora la terra assetata,
un presagio nel blu.
Nel pallore del cielo di Maggio
un fremito scuro si desta.
Uno stormo si leva,
macchia l'azzurro innocente.
Un'ombra che migra.
Tra nubi che s'abbassano lente,
ali silenziose fendono l'aria.
Un battito che increspa il sole.
Un'eco lontana, un ombo che cresce,
il lampo che giunge
e il cuore risponde il suo ritmo,
in attesa del tuono.
Un soffio più intenso. Odora di terra.
L'ombra si avvicina
il nero stormo disegna il cielo.
Un annuncio di forza, un cambio di scena
il tuono è in cammino.
Questa poesia mi è venuta in mente in una serata di pioggia, mentre guardavo le gocce che scendevano sul vetro e la condensa lasciava forme strane. Mi è piaciuta talmente quella visione che ho deciso di trascirve quell'atmosfera. Per leggere il testo potete scegliere anche di ascoltare una musica atmosferica creata per l'occasione che troverete in fondo al testo. A voi la scelta!
Un lieve eco di lente gocce
che cadono su vetri d'autunno.
Un ticchettio di lente gocce,
un ricordo che scivola via.
Un bussare leggero sul vetro
che disegna ombre senza volto
e mi perdo in queste visioni
di gocce che sembrano danzare.
Osservo. Le seguo con lo sguardo
e vedo frammenti disperdersi
come pensieri senza riguardo
che il tempo non può redimere.
Ogni goccia un sogno lontano.
Un'eco di un tempo svanito.
In un labirinto di frammenti
le gocce tracciano un addio.
Qui potete ascoltare l'audio di sottofondo alla poesia che per l'occasione ho dato il titolo di "Silence of drops".